Commissari e commissioni
A pochi mesi dall’inizio degli esami di Stato 2002 molti sono ancora i dubbi sulle nuove disposizioni per la maturità. Il punto più controverso, come si sa, è quello riguardante le commissioni d’esame, che, secondo la Finanziaria 2002, saranno composte, non più per metà da membri interni e per metà da membri esterni, ma da soli membri interni, eccetto il presidente di commissione, che rimane esterno.
Ma quanti e quali saranno i docenti designati a comporre le commissioni d’esame?
Il decreto n. 9 del 25 gennaio stabilisce il numero di componenti (da 4 a 8) delle commissioni per ciascun indirizzo di studi e precisa che i commissari sono i "docenti delle materie oggetto di esame della classe del candidato, designati dai competenti consigli di classe, in modo da assicurare la presenza dei docenti delle materie oggetto della prima e della seconda prova scritta e un’equilibrata presenza delle altre materie d’esame, tenendo presente l’esigenza, per quanto possibile, di favorire l’accertamento della conoscenza delle lingue straniere".
Saranno dunque i consigli di classe a stabilire, di volta in volta, chi deve partecipare e chi no alle commissioni d’esame, ferma restando la presenza dei docenti delle due prove scritte. Una cosa è certa: il professore d’italiano farà sempre parte della commissione, dal momento che la prima prova scritta d’italiano è comune per tutti gli indirizzi!
Molti dubbi nascono poi in merito al Documento del 15 maggio, che nella precedente riforma nasceva un po’ come carta d’identità della classe rispetto ai membri esterni della commissione. Ma ora che membri esterni non ce ne sono più e che i professori conoscono fin troppo bene i propri alunni, a cosa dovrebbe servire questo documento?
E la terza prova? In realtà nasceva anch’essa per accertare la preparazione degli studenti su tutte le materie da parte di commissioni miste. Ora probabilmente la sua funzione cambierà e forse anche il suo valore, dal momento che sarà redatta da docenti che conoscono la preparazione della classe.
Qualcuno poi solleva dubbi anche sulla funzione dei crediti scolastici: erano una presentazione dello studente alla commissione e, in alcuni casi, anche una protezione nei confronti di giudizi di professori esterni che non tenessero conto della carriera scolastica dello studente.
Ora che insegnante ed esaminatore sono la stessa persona, probabilmente questo punteggio attribuito in vista dell’esame non ha più molto senso.
Insomma tanti interrogativi e un solo grande dubbio: che senso ha modificare un elemento così importante nello svolgimento degli esami, senza cambiare in relazione, tutto il resto? O anche: era proprio necessaria questa modifica?
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