- Milano, agosto 1943
- Alle fronde dei salici
- Uomo del mio tempo


- Al padre

- Ed è subito sera
- Lamento per il Sud
- Alla nuova luna
- Dolce primavera



Uomo del mio tempo
[da Acque e terre (1947)]
La storia e il progresso, afferma Quasimodo, non sono riusciti a cambiare l’uomo. Egli è ancora, sotto certi aspetti, quello primitivo, quello delle caverne: la stessa violenza irrazionale e assassina guida le sue azioni. Rispetto all’uomo primitivo ha solo inventato strumenti di distruzione e di sangue più efficienti, più efficaci, più sofisticati, più "intelligenti". L’uomo di oggi persiste ancora nella sua follia. A chiusura del testo il poeta invita i giovani a non continuare a scrivere pagine di discordie, di morti, di crudeltà: le pagine già scritte dai loro padri.
IL MESSAGGIO
L’invito ai giovani a non commettere gli stessi errori dei padri, per costruire un mondo nuovo fondato sull’amore, sul rispetto, sulla pace.




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Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
- Andiamo ai campi. - E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
1 - Sei ancora...: l’uomo di oggi non è diverso dall’uomo primitivo; ha solo costruito armi più perfette.
2 - carlinga: parte di un aereo destinata ad alloggiare l’equipaggio, o anche il carico.
3 - meridiane di morte: armi perfette che proiettano intorno a sé ombre di morte, di rovina. La meridiana è un orologio solare formato da un complesso di linee orarie tracciate su di un muro o pavimento, ove lo gnomone proietta la sua ombra durante le varie ore del giorno.
4 - carro di fuoco: carro armato.
6 - persuasa…: utilizzata solo per atti di distruzione.
10 - E questo sangue...: si riferisce all’omicidio di Abele ad opera di Caino, il fratello, narrato nell’antico testamento. Con questo omicidio, Caino diede inizio ad una interminabile serie di delitti e di follie. Le stragi di oggi hanno la stessa brutalità del primo omicidio fraterno.
12 - E quell’eco fredda...: le menzogne, le discordie, l’odio fratricida sono ancora presenti nei pensieri e nelle azioni della nostra vita di ogni giorno.
14 - o figli: o giovani.
16 - le loro tombe...cenere: i resti dei vostri padri sono ormai cenere; anche le loro tombe a poco a poco scompaiono. O giovani, non commettete gli stessi sbagli dei vostri padri; non fate ricorso alle discordie, all’odio, all’intolleranza.
INTERPRETAZIONE
La lirica è costituita da un’unica strofe. I versi sono liberi, di varia misura. La costruzione sintattica segue le regole grammaticali. Le parole sono accalorate, vibranti, accorate, in particolar modo quelle adoperate nei versi quattordicesimo e quindicesimo, con le quali il poeta invita i giovani a dimenticare gli errori dei loro padri, per costruire un mondo nuovo fondato sulla fratellanza, la pace, la democrazia. Le parole tratte dal gergo (ambito militare e scientifico) sono tre: carlinga, meridiane, scienza esatta. Le immagini sono crude e realistiche:
quello della pietra e della fionda;
Eri nella carlinga...dentro il carro di fuoco, alle forche, alle ruote di tortura;
quando il fratello disse al fratello: andiamo ai campi;
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

A partire dal settimo verso, il tono si fa incalzante, la tensione cresce, per quell’odore di sangue che fuoriesce dalla memoria di tanti delitti; le immagini diventano macabre e feroci.

Le figure retoriche adoperate sono:
con le ali maligne: metafora;
le meridiane di morte: metafora;
dentro il carro di fuoco: metafora;
senza Cristo: metafora;
E questo sangue odora come il giorno quando il fratello disse all’altro fratello: andiamo ai campi: analogia;
nuvole di sangue: metafora;
gli uccelli neri, il vento, coprono i loro cuori: metafora

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