Tesina sì, tesina no
La tesina è lo sviluppo scritto del percorso ideato nella mappa concettuale.
Nella sua forma più tradizionale è stata, già negli anni precedenti alla riforma, uno strumento spesso adottato dagli studenti per "indirizzare" l'andamento dell'esame orale.
Con l'introduzione del colloquio pluridisciplinare la tesina è diventata una prova di metodo per valutare la capacità di:
- organizzare un percorso di ricerca;
- individuare percorsi di studio;
- produrre materiali.
Insomma, non si tratta più del riassuntino scolastico degli argomenti studiati o della ricerca tradizionale messa insieme grazie ad una buona enciclopedia, ma di un elaborato molto più simile ─negli intenti, se non nei risultati─ ad una vera e propria tesi di laurea.
A questo punto, quindi non è essenziale che si tratti di un testo scritto, ma può essere anche un discorso orale ben strutturato sulla base di una mappa concettuale, un prodotto multimediale, un progetto, un elaborato di altro genere (a seconda dell'indirizzo di studio).
Va comunque precisato che qualche commissario più tradizionalista potrebbe sentirsi rassicurato dal frusciare dei fogli di carta o considerare una dimostrazione di impegno maggiore il fascicoletto scritto per intero.
Insomma, presentare la tesina non è obbligatorio, ma potrebbe rivelarsi vantaggioso.
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