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Il testo teatrale

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Luigi Pirandello, Giù la maschera! (da Enrico IV)

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Concepito per essere rappresentato, il testo teatrale presenta delle caratteristiche che lo differenziano notevolmente da qualunque altro tipo di testo. Manca, nel testo teatrale, il narratore, manca l’io soggettivo del poeta, mancano descrizioni o racconti di quanto avviene o è avvenuto: lo sviluppo dell’intera vicenda è affidato alle battute dei personaggi attraverso le quali sarà possibile discernere anche i loro tratti psicologici, i fatti anteriori all’inizio della rappresentazione e i legami tra i vari avvenimenti.

I personaggi teatrali

In un testo teatrale, i personaggi hanno senza dubbio un ruolo di fondamentale importanza: in totale assenza di un narratore che agevoli loro il compito, essi devono raccontare e sviluppare la vicenda rappresentata attraverso le proprie parole e le proprie azioni.

A partire dal ruolo che ciascuno di essi svolge, è possibile individuare, come nel romanzo o nella novella, un protagonista, che è il personaggio principale, quello intorno al quale ruota l’intera vicenda, dei personaggi secondari, che avranno, a seconda dei casi, la funzione di aiutanti o di antagonisti, e delle semplici comparse, che pronunceranno pochissime battute o saranno addirittura “mute”.

Atti e scene

Il testo teatrale si divide generalmente in atti e scene. Gli atti sono, in sostanza, le diverse parti in cui è articolato il testo. Il loro numero varia in base al genere drammatico. Ciascun atto viene poi suddiviso in scene, che cambiano a seconda dell’entrata o dell’uscita di uno o più personaggi; il loro numero può variare a piacimento dell’autore.

Didascalie e battute di dialogo

Dal punto di vista letterario, gli elementi fondamentali del testo teatrale sono due: le didascalie (dal greco didascalia, «istruzione») e le battute di dialogo.

Le didascalie sono, in sostanza, delle sintetiche indicazioni che l’autore fornisce sul luogo e il tempo in cui si sviluppa la vicenda o sul modo in cui i personaggi entrano oppure escono dalla scena, si muovono, sono vestiti, parlano. Sul testo sono generalmente stampate in corsivo o poste tra parentesi se si intervallano alle battute. Pur nei riconosciuti limiti di estensione, la lunghezza delle didascalie può variare da poche parole a periodi più lunghi e dettagliati.

Colonna portante del testo teatrale sono, invece, le battute di dialogo che occupano la quasi totalità del testo stesso. Alle parole dei personaggi, infatti, è affidato lo svolgersi integrale dell’intera vicenda: il racconto dei fatti presenti e passati, la delineazione del carattere e dei sentimenti dei singoli personaggi, gli avvenimenti non rappresentati direttamente in scena.

In base al numero di persone che pronunciano le battute e alla maniera in cui esse vengono pronunciate, è possibile distinguere vari tipi di battute di dialogo:

  • dialogo: rappresenta, senza dubbio, il tipo di battuta più frequente e si realizza tra due personaggi che si alternano a parlare;
  • concertato: è un dialogo tra tre o più personaggi;
  • duetto: indicato più comunemente con l’espressione «botta e risposta», è un dialogo dall’andamento incalzante e serrato che si svolge tra due personaggi;
  • soliloquio: è il “pensiero” del personaggio che, rimasto solo sulla scena, espone ad alta voce le proprie idee perché il pubblico possa venirne a conoscenza;
  • monologo: è ancora la riflessione intima del personaggio che questa volta non è solo, ma appartato sulla scena e si rivolge direttamente al pubblico;
  • tirata: è, solitamente, un discorso relativo a qualcosa di importante circa fatti avvenuti in passato o a commenti di determinati eventi o azioni e per recitare il quale il personaggio chiede esplicitamente che si faccia silenzio;
  • a parte: è un commento (segnalato sul testo da una didascalia e posto fra parentesi) che il personaggio fa sull’argomento trattato, estraniandosi per un momento dalla rappresentazione stessa e rivolgendosi solo allo spettatore;
  • fuori campo: sono delle battute affidate a un personaggio non direttamente coinvolto nell’azione scenica, ma incaricato di intervenire “fuori scena” a interloquire con i personaggi o a commentare la vicenda in atto.
In sintesi. Per analizzare un testo teatrale 

  • È necessario individuare immediatamente se si tratta di un monologo o di un dialogo e i personaggi che sono in scena, tenendo sempre presente che, a differenza di quanto accade in un testo narrativo, tutti gli elementi (dall’intreccio, all’ambientazione, alla caratterizzazione dei personaggi) devono essere desunti dalle battute e da eventuali didascalie.
  • Leggere attentamente le singole battute e le didascalie consente, innanzitutto, di ricostruire la caratterizzazione dei personaggi in scena.
  • Bisogna, poi, prestare attenzione ai caratteri delle battute: se sono lunghe o brevi, se danno vita a un ritmo incalzante o lento etc. E delle didascalie: se sono brevi o al contrario lunghe e dettagliate, quali informazioni forniscono etc.
  • Analizza con attenzione il registro linguistico: in una commedia, ad esempio, con ogni probabilità avremo un linguaggio medio con forme vicine al parlato, anche popolari, che mira alla comicità; alto e aulico sarà invece il registro di una tragedia.