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Il tema di storia e di attualità

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Il Tema Storico e di Ordine Generale – Temi Svolti per la Maturità 2011, Applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch – Edizioni Simone 2011 – € 2,99

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Il tema storico e di cultura generale… in Tasca, Simone 2010 (II edizione), pp. 176 – € 10,00

 

Il tema è una modalità di scrittura di uso prettamente scolastico. La scuola superiore avvia gli studenti alla composizione di temi di tipo:

  • espositivo, per sondarne le conoscenze in merito a specifici argomenti relativi ai programmi di studio;
  • argomentativo, per valutarne le capacità critiche.

In entrambi i casi si richiede di dimostrare il possesso di adeguate competenze linguistiche e della capacità di organizzare un testo. Vediamo di seguito alcune semplici regole da seguire nella stesura di un tema.

La prima regola: aderire il più possibile alla traccia.

Aderire alla traccia non vuol dire costringere sistematicamente in una rigida e meccanica griglia compositiva la propria fantasia e il proprio estro creativo, quanto piuttosto avere sempre ben chiari il fine e i limiti del proprio discorso. Prima di “dare il via alla penna”, sarà quindi opportuno leggere attentamente la traccia, magari più di una volta, e porsi domande del tipo: 

  • qual è, nel concreto, l’argomento richiesto?
  • è possibile entrarvi direttamente o è necessario un «cappello» introduttivo?
  • quali sono i punti salienti da sviluppare?
  • entro quali limiti è possibile condurre la trattazione?
  • è opportuno documentare il discorso con dati reali e precisi?
  • cosa costituirebbe un’inutile divagazione e cosa un’osservazione pertinente?

Rispondendo esattamente a domande di questo genere, e sviluppandole con sufficiente esaustività, si potrà dire di aver aderito alla traccia, e in ogni caso di aver dimostrato capacità di ricezione e disciplina mentale.

La seconda regola: elaborare un discorso organico.

Aver compreso cosa richiede la traccia non significa essere in possesso di una risposta già pianificata e saldamente costruita. Le idee vanno organizzate con chiarezza e coerenza, ma, soprattutto, vanno disposte secondo un ordine logico, e logicamente percepibile.

I concetti devono susseguirsi lasciando intendere che seguano impeccabilmente una necessità razionale: assolutamente da evitare sono i periodi “sospesi” o le frasi “slegate” tanto da quelle precedenti quanto da quelle che seguono, nonché improvvisi e più o meno “furtivi” innesti (appunti, pagine volanti di varia provenienza etc.). Da qui l’utilità di abbozzare e seguire nella trattazione un ideale percorso compositivo che aiuti a non “andare fuori traccia”.

La terza regola: conferire varietà all’ideazione.

In genere si corre il rischio di cadere nella monotonia quando si è a corto di idee e le poche che si hanno vengono ripetute con appena qualche variante nel fraseggio. Per evitare questo rischio bisognerà mettere in moto la propria fantasia ideativa, impegnandosi a creare nuove immagini e nuovi concetti e ricordandosi che adoperare in maniera costruttiva l’immaginazione non significa dirigersi a briglie sciolte verso il mondo dell’astrazione, ma mettere al servizio della realtà il proprio dinamismo mentale.

È chiaro che maggiore sarà la capacità di osservazione del mondo esterno, maggiore potrà essere la scioltezza nel descriverne e interpretarne gli eventi; analogamente, maggiore sarà la conoscenza della propria interiorità, maggiore potrà essere l’intuizione nel cogliere emozioni, sentimenti e pensieri del proprio io.

La quarta regola: riservare grande attenzione al linguaggio.

Gli aspetti da tener presente, per quanto attiene al linguaggio, sono la proprietà, la chiarezza e l’armonia.

La proprietà di linguaggio si consegue, innanzitutto, adoperando vocaboli opportuni ed espressioni adeguate alla materia che si sta trattando, ed evitando sia l’eccessiva approssimazione sia l’utilizzo di una terminologia troppo specifica, della quale talvolta si ignora anche l’esatto significato.

La chiarezza è apprezzabile in un linguaggio che consente l’immediata comprensione di quanto si intende esprimere. Vanno evitati, perciò, i periodi lunghi e contorti e le parole troppo difficili o “arcaiche”, mentre sono da perseguire la semplicità e la sobrietà dell’espressione, sempre efficaci e incisive nel rendere anche i concetti più complessi.

Il termine armonia, infine, rimanda al mondo della musica e, in effetti, un linguaggio si definisce armonioso quando è in grado di disporre le parole in modo che i suoni da esse prodotti scorrano senza squilibri e in maniera gradevole, proprio come le note di una melodia. Pertanto, sarà opportuno evitare l’urto spiacevole di certi suoni e la vicinanza di parole uguali.

La quinta regola: revisionare il testo prima della stesura definitiva.

Il lavoro di revisione, che deve sempre seguire la prima stesura, è un’operazione assolutamente necessaria per ottenere un buon elaborato. In questa fase si controllerà che quanto scritto sia aderente all’argomento in questione e che le informazioni fornite siano complete e corrette (nel caso di un tema argomentativo si dovrà appurare la chiarezza della tesi esposta e l’adeguato sviluppo dell’argomentazione). Seguirà, a questo punto, la revisione linguistica: la pertinenza del lessico, il rispetto delle regole della sintassi, l’uso appropriato della punteggiatura, la correttezza ortografica.

In sintesi. Per scrivere un tema

  • Considera attentamente la traccia, individuando il tema di fondo e la domanda centrale.
  • Introduci il discorso presentando il problema e tentando di interessare il lettore.
  • Sviluppa la parte centrale del componimento spiegando o descrivendo in dettaglio l’oggetto del tuo discorso e mettendone in evidenza tutti gli aspetti (elabora un percorso compositivo).
  • Dedica lo spazio successivo alle tue considerazioni problematiche: avanza in prima persona delle osservazioni, lancia delle domande.
  • Concludi il testo cercando di riassumere gli argomenti, di rispondere ad alcuni quesiti aperti, di indicare una strada per affrontare la questione. Se ti riesce, puoi chiudere il tuo scritto con una conclusione ad effetto, utilizzando un aneddoto o una battuta appropriata.
  • Ricorda che a una prima stesura del testo deve sempre seguire un attento lavoro di revisione prima di giungere alla stesura definitiva.