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L’analisi del testo

La prova dell’Esame di Stato relativa all’analisi del testo può vertere su:

  • un testo narrativo (nel 2001 si trattava di uno stralcio tratto da La luna e i falò di Cesare Pavese, nel 2009 della celebre Prefazione del Dottor S. della Coscienza di Zeno di Italo Svevo);
  • un testo poetico (come spesso accade);
  • un testo teatrale (come è accaduto nel 2003 quando è stata proposta la scena ottava del primo atto del Piacere dell’onestà di Luigi Pirandello);
  • un testo non letterario (ad esempio una pagina tratta da un saggio critico, un articolo di giornale etc.) 

Spesso il testo è accompagnato da note e da qualche informazione riguardante l’autore e la sua opera. Seguono domande che conducono lo studente a un’analisi “guidata”, articolata in tre sezioni: 

  • comprensione del testo;
  • analisi del testo;
  • interpretazione complessiva e approfondimenti. 

La prima sezione mira ad accertare la comprensione del brano proposto. Di solito si richiede di riassumerne il contenuto informativo. Nel caso di un testo poetico, può essere richiesta la parafrasi.

La seconda sezione costituisce la vera e propria analisi. Le domande guidano a riflettere in maniera specifica e puntuale sugli aspetti formali e contenutistici del testo.

La terza sezione è finalizzata all’interpretazione complessiva e alla contestualizzazione. A partire da quanto emerso nell’analisi, bisogna commentare il testo e fornirne un’interpretazione generale, per poi “risalire” alla poetica dell’autore, al rapporto con la sua produzione e con quella di altri autori, al contesto culturale, sociale e storico in cui esso si colloca.